Un'aspirina al giorno combatte il cancro se si prende per cinque anni di fila

La prestigiosa rivista Lancet ha recentemente pubblicato uno studio firmato da un team di ricercatori della Oxford University secondo il quale una piccola dose di aspirina ogni giorno fa diminuire il rischio di mortalità per tumore,  l’acido acetilsalicilico avrebbe, infatti, un'efficace funzione anti-cancro e tutte le persone con più di 40 anni farebbero bene ad assumerla a titolo precauzionale.



Lo studio spiega che 75 mg. al giorno del farmaco sarebbero in grado di proteggere dalla morte per diverse neoplasie (tra cui quella all'esofago, al polmone, allo stomaco, al pancreas e al cervello) in una percentuale compresa tra il 20 e il 35%. I benefici sono però legati all'assunzione di una dose ben precisa ed il miglioramento delle condizioni di salute è superiore nelle persone che hanno più di 65 anni.

Bisogna, comunque, essere prudenti infatti per attivare il suo effetto anti-cancro, l'aspirina deve essere assunta per almeno cinque anni e gli studiosi ricordano che il farmaco riduce la capacità di coagulazione del sangue, dunque la sua assunzione continuativa va seguita da uno specialista.

Precisa il coordinatore della ricerca, Peter Rothwell: “il rischio di un'emorragia interna è di circa un caso su mille nella popolazione generale e l'aspirina raddoppia tale rischio. Il pericolo di un'emorragia grave è molto basso nella mezza età, ma cresce nettamente oltre i 75 anni".



La sperimentazione su 25.570 pazienti, originariamente pensata per studiare gli effetti cardiovascolari dell'aspirina, alla fine ha rivelato una riduzione del 25% delle morti per cancro nei soggetti che avevano preso una dose di 75 mg. al giorno e la riduzione saliva al 34% nell'arco dei 5 anni successivi.

La cura sperimentale è durata mediamente dai 4 agli 8 anni e la ricaduta nel lungo termine ha dimostrato che l'effetto protettivo si prolunga in maniera crescente per circa un ventennio, tanto negli uomini quanto nelle donne.

Lo studio ha quindi complessivamente dimostrato che il rischio di ammalarsi di cancro, grazie all'aspirina, è diminuito immediatamente del 20%, mentre nell'arco dei 20 anni si riduce in percentuali del 40% per il tumore intestinale, del 30 % per quello polmonare, del 10% per quello alla prostata e del 60% per quello esofageo.

"Questi risultati - conclude Rothwell - non significano che tutti gli adulti dovrebbero immediatamente iniziare a prendere aspirina, ma dimostrano sicuramente nuovi benefici mai rilevati prima".



Andrea De Censi, direttore di Oncologia medica degli ospedali Gallieri di Genova, considera la scoperta sensazionale: "Questo studio - dice De Censi - conferma la connessione strettissima tra l'infiammazione e i processi di cancerogenesi. L'aspirina, essendo un antinfiammatorio, nel lungo periodo interferisce con questi processi e migliora la situazione con effetti ubiquitari, ovvero che si distribuiscono su vari organi. Questo semplice farmaco, economico e accessibile a tutti, è in grado di ridurre in maniera importante la mortalità da tumori aggressivi ed a prognosi infausta come quello al pancreas, all'esofago ed al cervello. Si tratta di una scoperta che rasenta l'incredibile".

De Censi sottolinea poi come gli effetti collaterali di una dose da 75 mg al giorno siano minimi: "E' la dose cardiologica già comunemente usata negli Usa - spiega - , noi italiani siamo fatalisti e non utilizziamo i farmaci a scopo preventivo, ma in America questo accade da tempo. Una quantità del genere rappresenta una dose sicura per la salute, a meno che il soggetto non sia già predisposto ad ulcere e similari".

L'oncologo ricorda infine che lo studio si è concentrato sulla riduzione del tasso di mortalità, "il più rigoroso e obiettivo parametro di efficacia in campo medico".

 

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