Nuovo marcatore contro il cancro al seno.

Hotair è un marcatore genetico che è in grado di identificare il cancro al seno. Le donne con tumore alla mammella che hanno livelli alti di questo marcatore rischiano tre volte di più rispetto a quelle con valori nella norma. La scoperta è pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature.

Si chiama Hotair ed è come una spia in grado di rilevare la presenza del tumore, questo marcatore genetico che, secondo una ricerca dell'università di Stanford, è in grado di identificare il cancro al seno. Una malattia che colpisce nel nostro paese 37mila donne all’anno, quasi una su dieci.
Il marcatore su cui hanno puntato i riflettori gli studiosi di Stanford è un Rna recentemente identificato. "QuestoRna, chiamato Hotair - spiega Howard Chang,  professore associato di dermatologia a capo della ricerca e membro dello Stanford Cancer Center – gioca un ruolo molto importante per la salute umana: spinge infatti le cellule del tumore alla formazione di metastasi, peggiorando sensibilmente la prognosi". Identificare questo marker tumorale, si legge nello studio pubblicato su Nature, significa identificare le metastasi, le recidive e migliorare, quindi, la sopravvivenza di circa un terzo delle donne affette da questa patologia.

Fino a poco tempo fa', si pensava che l'RNA avesse come funzione principale quella di dare le istruzioni ai ribosomi per la formazione delle proteine. In realtà studi successivi hanno dimostrato che l’Rna è molto più versatile. Tanto che alcuni tipi possono influenzare anche l’attività dei geni, a tal punto da modificare la struttura del DNA. E Hotair è, appunto, uno di questi.

In questo studio Chang ed i suoi colleghi hanno analizzato il ruolo di questa proteina in normali tessuti mammari, in quelli di donne malate di cancro al seno e di quelle con un tumore della mammella che ha metastatizzato in altre parti del corpo. Ebbene, stando ai risultati, chi aveva livelli più alti di questo marcatore genetico - hanno osservato gli scienziati - rischia maggiormente di andare incontro a metastasi rispetto alle pazienti con livelli di marcatore più vicini alla norma.
L’analisi poi è stata ripetuta su campioni di tessuti con cancro della mammella congelati e conservato al Netherlands Cancer Institute e si è scoperto che quelle donne, il cui tumore primario presentava alti livelli di Hotair, avevano circa tre volte più probabilità dele loro coetanee di avere tumori metastatizzati e di morire nei successivi 15 anni.

 

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